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  • Paolo Corsi

QUALCUNO VOLO' SUL NIDO DEL CUCULO

Aggiornamento: 14 mar 2022


GAD Città di Trento


QUALCUNO VOLO' SUL NIDO DEL CUCULO

di Dale Wassermann


regia Alberto Uez

Gardolo (TN) - Teatro Gigi Cona - 14 Novembre 2021




Successo di pubblico per il GAD, ma allestimento non del tutto convincente

La compagnia trentina mette in scena il celebre lavoro di Wassermann tratto dal romanzo di Kesey, con un allestimento che in parte tradisce le aspettative.

Domenica 14 Novembre 2021 il GAD Città di Trento ha debuttato al Teatro Gigi Cona di Gardolo (TN) con lo spettacolo Qualcuno volò sul nido del cuculo di Dale Wassermann, nella traduzione di Giovanni Lombardo Radice. La piece teatrale, tratta dall’omonimo romanzo di Ken Kesey, è ambientata negli anni ‘60 in un ospedale psichiatrico statunitense e costituisce un atto d’accusa contro i metodi rieducativi adottati al tempo nei manicomi. Il titolo ha raggiunto fama planetaria grazie all’omonima trasposizione cinematografica del 1975 firmata da Milos Forman, con Jack Nicholson come protagonista, e vincitrice di cinque Oscar.

Una storia molto nota, dunque, che offre al pubblico molte occasioni di paragone, e che proprio per questo nasconde delle insidie per la messinscena.

L’allestimento del GAD, con la regia di Alberto Uez, non ha convinto del tutto.

Di per sé la struttura episodica della vicenda, con la contrapposizione di situazioni diverse per carattere, favorisce più la trasposizione cinematografica, che non quella teatrale.

Verosimilmente pagando dazio alla mancanza di rodaggio (particolarmente importante nei lavori con molti personaggi in stretta relazione), la narrazione è risultata poco fluida, non particolarmente efficace nell’enfatizzare i momenti comici e quelli tragici, che si alternano di frequente e spesso repentinamente.

Probabilmente le ristrette dimensioni del palcoscenico hanno condizionato i meccanismi dell’azione scenica, creando in certi momenti delle evidenti difficoltà operative. Alcune scelte registiche sono apparse controproducenti: in generale il procedimento per quadri, con la conseguente necessità di ridisegnare di volta in volta l’occupazione dello spazio scenico, ha causato dei piccoli ma frequenti vuoti, a discapito del ritmo. Appare poco comprensibile inoltre la scelta di togliere naturalezza e quindi verosimiglianza alle azioni di pestaggio da parte degli inservienti e alle colluttazioni, dove i gesti sono apparsi vistosamente trattenuti e palesemente simulati.

Di buon livello il cast, nel quale si è distinto Mauro Gaddo nei panni del protagonista, la cui interpretazione si ispira chiaramente (scelta condivisibile o meno) a quella di Nicholson nella pellicola di Forman.

Per il blasone della compagnia e il livello del cast, ci si sarebbe però aspettato qualcosa di più in termini di qualità dello spettacolo, che ha invece almeno parzialmente tradito le aspettative. Sicuramente il rodaggio porterà benefici, specialmente se si avrà l’accortezza di curare alcuni dettagli.

di Paolo Corsi

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